IMPASTATO, UN GIOVANE ATTORE CAIVANESE PRESENTA LO SPETTACOLO .

di Enza Massaro il 31/07/2010 @ 12:08


FRATTAMAGGIORE - Ricorreva l’anno 1978 quando Peppino Impastato fu trucidato dalla mafia a Cinisi, comune ad alta densità criminale, in provincia di Palermo. Ricorre l’anno 2010, un ragazzo caivanese gli dà vita: Antonio Vitale con uno spettacolo intitolato “Denunciare”.  Nonostante siano passati trentadue anni da quella tragedia, l’evento è ancora oggi ricordato da tutti; impossibile sarebbe stato dimenticare il dolore e l’impegno civile di un ragazzo che da semplice dissidente è diventato eroe per combattere quello che più di losco possa esistere nella società civile: le organizzazioni criminali. La rappresentazione si è svolta presso l’arena comunale di Frattamaggiore accompagnata da altre iniziative culturali contro la camorra e l’omertà. Tale stagione teatrale è stata per  Antonio un trampolino di lancio verso il mondo professionale del teatro, un percorso che gli ha dato grosse soddisfazioni a partire dall’anno scorso e che continua ancora con grande impeto. Con la collaborazione forte e vincente di altri interpreti, come Angelo Perotta,  Maria Rosaria Pignatelli e Marco Esposito, è riuscito a trasportarci lontano nel tempo per appurare cosa sia accaduto nell’entroterra siciliano, per farci sentire cosa abbia provato Peppino. L’attore ha accompagnato gli eventi dapprima con una narrazione da osservatore distaccato, poi ha interpretato la parte più intima dello spettacolo con la sua tipica recitazione: cadenzata, riflessiva, immediata e straordinariamente vera. Nel corso delle varie scene che si sono susseguite  sono stati presentati  gli elementi più interni della casa di Peppino.  In realtà, lo spettacolo “Denunciare” è stato già presentato la prima volta nel 2008 presso “Caivano Arte” e continuerà ad essere messo in scena  presso altre sedi. Sicuramente il lavoro è stato perfezionato nei minimi dettagli. Non tutto è cambiato anzi la scenografia è la stessa, gli attori simili tra di loro, i costumi tipici del teatro da camera ma ciò che mancavano erano due elementi: il caricare meno le scene con dei canti ripetuti e l’aver aggiunto una vena originale: una scena della protesta giovanile molto più vivace ed allegra che ha toccato anche l’aspetto umoristico del tema. Una scelta intelligente saggiata dal consiglio di una grande esperta  purtroppo mancata, la professoressa Anna Montanaro, la quale aveva da sempre creduto nelle potenzialità del giovane attore.            

 






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Commenti

Lettore @ 5/08/2010 | 18:55
Finalmente siete ritornati ad aggiornare il giornale. Cosa vi era successo?!

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