Impianto a biomasse, il Tar dà torto al Comune di Caivano: si deve fare.
Un’altra brutta notizia sul fronte
ambientale. Respinto il ricorso del Comune di Caivano contro l’impianto
alimentato a biomasse che dovrà sorgere in località Sanguaniello.
In verità non è che si nutrissero molte speranze
visto che lo stesso Comune di Caivano, sotto la giunta Papaccioli, si era
costituito con molto ritardo contro la Regione Campania che aveva autorizzato
questo impianto di potenza abbastanza limitata (pari a 1,1 mega watt) che sarÃ
alimentato a biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica controllata di
biomasse composte da liquami zootecnici e scarti vegetali biodegradabili di
rifiuti.
Tornando alla parte politica della questione, la
settima sezione del Tar, presieduta da Salvatore Veneziano, ha definito
inammissibile il ricorso del Comune di Caivano contro la Cea, un consorzio di
energia alternativa che ha proposto l’impianto, la Regione Campania ed altri
decine di enti che hanno dato l’ok alla fattibilità .
L’ente locale, difeso dall’avvocato Giuliano
Agliata, si era costituito in giudizio nel giugno 2008 dopo una riunione del
consiglio comunale che aveva dato questo indirizzo.
Secondo il il ricorrente, alla determinazione di
costituire l’impianto a biomasse si sarebbe pervenuti per mezzo di un
procedimento viziato sia per non essere stati chiamati a partecipare alla
conferenza dei servizi sulla cui scorta è stato adottato il provvedimento
finale, sia per non aver potuto acquisire preventivamente una serie di valutazioni
e autorizzazioni, invece dovute, in particolare riferimento a quelle imposte in
materia ambientale e urbanistica edilizia.
Invece, a parere dei giudici amministrativi, nella
seconda e definitiva riunione della conferenza dei servizi che ha avuto luogo
il 24 luglio 2007, il sindaco del Comune, che allora era Papaccioli, dichiarò
che, “seppure non fosse contrario all’iniziativa, aveva l’esigenza di
approfondire il progetto anche con la collaborazione della società proponente al fine di coinvolgere il territorio
e l’accettazione della comunità locale”.
Pertanto, come si legge dalle parole di Papaccioli, “il
Comune di Caivano si riservava di emettere il proprio parere a valle dei
necessari approfondimenti e, inoltre, la società proponente si era mostrata
collaborativa offrendo la propria disponibilità per gli approfondimenti
richiesti dal sindaco”.
Il Tar, quindi, ha respinto la richiesta, perché tra
l’altro, mai come dovuto per legge, il Comune di Caivano ha espresso un
dissenso motivato, ovvero recante la dichiarazione di indisponibilità ; tra
l’altro gli stessi giudici fanno notare che solo per gli impianti di potenza
superiore a 300 megawatt, a differenza di quello che si farà a Caivano che è di
un solo megawatt, è previsto un duplice coinvolgimento dei comuni del
territorio in cui è prevista la localizzazione degli stessi.
Tra l’altro, la stessa settima sezione del Tar della
Campania, aveva già respinto il 25 giugno 2008 l’ordinanza di sospensiva.
La questione biomasse alimentò molte polemiche
politiche: secondo l’opposizione consiliare del centrosinistra, il sindaco
Papaccioli non avrebbe informato subito la cittadinanza di questa conferenza
dei servizi a cui partecipò il 24 luglio 2007 e quindi si sarebbe opposto con
molto ritardo provocando quello che in effetti è avvenuto.
Ora c’è da vedere
se il comune di Caivano, rappresentato dall’ottimo Commissario prefettizio
Marco Valentini, farà ricorso in secondo grado al consiglio di Stato per far
ribaltare questa sentenza negativa del Tar ma, considerato gli errori passati e
che c’è in ballo la Regione Campania di Bassolino che ha autorizzato
l’impianto, è purtroppo difficile che ci possa essere un pronunciamento
favorevole per il Comune.



