Impianto a biomasse, il Tar dà torto al Comune di Caivano: si deve fare.

di Celiento Francesco il 17/01/2010 @ 21:07


Un’altra brutta notizia sul fronte ambientale. Respinto il ricorso del Comune di Caivano contro l’impianto alimentato a biomasse che dovrà sorgere in località Sanguaniello.

In verità non è che si nutrissero molte speranze visto che lo stesso Comune di Caivano, sotto la giunta Papaccioli, si era costituito con molto ritardo contro la Regione Campania che aveva autorizzato questo impianto di potenza abbastanza limitata (pari a 1,1 mega watt) che sarà alimentato a biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica controllata di biomasse composte da liquami zootecnici e scarti vegetali biodegradabili di rifiuti.

Tornando alla parte politica della questione, la settima sezione del Tar, presieduta da Salvatore Veneziano, ha definito inammissibile il ricorso del Comune di Caivano contro la Cea, un consorzio di energia alternativa che ha proposto l’impianto, la Regione Campania ed altri decine di enti che hanno dato l’ok alla fattibilità.

L’ente locale, difeso dall’avvocato Giuliano Agliata, si era costituito in giudizio nel giugno 2008 dopo una riunione del consiglio comunale che aveva dato questo indirizzo.

Secondo il il ricorrente, alla determinazione di costituire l’impianto a biomasse si sarebbe pervenuti per mezzo di un procedimento viziato sia per non essere stati chiamati a partecipare alla conferenza dei servizi sulla cui scorta è stato adottato il provvedimento finale, sia per non aver potuto acquisire preventivamente una serie di valutazioni e autorizzazioni, invece dovute, in particolare riferimento a quelle imposte in materia ambientale e urbanistica edilizia.

Invece, a parere dei giudici amministrativi, nella seconda e definitiva riunione della conferenza dei servizi che ha avuto luogo il 24 luglio 2007, il sindaco del Comune, che allora era Papaccioli, dichiarò che, “seppure non fosse contrario all’iniziativa, aveva l’esigenza di approfondire il progetto anche con la collaborazione della società proponente al fine di coinvolgere il territorio e l’accettazione della comunità locale”.

Pertanto, come si legge dalle parole di Papaccioli, “il Comune di Caivano si riservava di emettere il proprio parere a valle dei necessari approfondimenti e, inoltre, la società proponente si era mostrata collaborativa offrendo la propria disponibilità per gli approfondimenti richiesti dal sindaco”.

Il Tar, quindi, ha respinto la richiesta, perché tra l’altro, mai come dovuto per legge, il Comune di Caivano ha espresso un dissenso motivato, ovvero recante la dichiarazione di indisponibilità; tra l’altro gli stessi giudici fanno notare che solo per gli impianti di potenza superiore a 300 megawatt, a differenza di quello che si farà a Caivano che è di un solo megawatt, è previsto un duplice coinvolgimento dei comuni del territorio in cui è prevista la localizzazione degli stessi.

Tra l’altro, la stessa settima sezione del Tar della Campania, aveva già respinto il 25 giugno 2008 l’ordinanza di sospensiva.

La questione biomasse alimentò molte polemiche politiche: secondo l’opposizione consiliare del centrosinistra, il sindaco Papaccioli non avrebbe informato subito la cittadinanza di questa conferenza dei servizi a cui partecipò il 24 luglio 2007 e quindi si sarebbe opposto con molto ritardo provocando quello che in effetti è avvenuto.

Ora c’è da vedere se il comune di Caivano, rappresentato dall’ottimo Commissario prefettizio Marco Valentini, farà ricorso in secondo grado al consiglio di Stato per far ribaltare questa sentenza negativa del Tar ma, considerato gli errori passati e che c’è in ballo la Regione Campania di Bassolino che ha autorizzato l’impianto, è purtroppo difficile che ci possa essere un pronunciamento favorevole per il Comune.





Tags:
impianto biomasse , comune caivano , tar
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Commenti

FRANCA @ 18/01/2010 | 13:09


è proprio vero a Caivano ce il degrado ma se si continuava co sto c.......o di Pippo a farsi prendere per il culo sprofondavamo nella merda. Mi dovrà sempre spiegare cosa ha fatto nei mesi del suo buon goverso per evitare le catasfrofi ambientali. E che nn mi venisse a dire che durante l'emergenza caivano era pulita...se lo era è perchè abbiamo l'IGICA è CERTO CHE MERITO SUO NN è. Aspettiamo il prossimo sperando nn si continui a parlare delle stesse persone ma si dii un vero è proprio cambiamento dando spazio ai nuovi.

GRAZIE FRANCA S.

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